Contrade da Busa a Due Cerri

Busa (610m)

Contrada BusaLe vecchie case della contrada, collocate in una busa = buca, sono state in gran parte ristrutturate: una colombara del 1611 porta la scritta «Arma Busata» ed uno stemma con ascia bucata dal nome, sembra dei primi abitanti, i Busati. Interessante è anche una stalla-tesa con tetto gotico in tegole, posta di fronte alla schiera con colombara. Poco lontano nel bosco a Sud, c'è una delle grotte carsiche più interessanti della zona: il Còale del Mondo, raggiungibile attraverso un sentiero che serpeggia in una fitta vegetazione sul versante destro del vajo della Busa. Il Còale del Mondo il cui nome esatto sarebbe Còale di Edmondo dal nome del proprietario, si trova nel vajo della Carcarèta (dalla presenza di una calcara). È un antico condotto idrico scavato nel Rosso ammonitico ed eroso dal torrente.

Carcereri (737m)

Probabilmente il nucleo più antico del paese, attestato dal millesimo 1497 inciso su di un arco d'ingresso ad una corte. La corte è stata completamente ristrutturata ma conserva oltre all'arco d'ingresso, la schiera di edifici con i fori degli antichi fienili, l'aia lastricata ed il pozzo. Il toponimo Carcereri sembra derivare dal veronese calsarèr = calzolaio, documentato ancora nel XVI sec. come Calcereris. (Secondo un'altra interpretazione, il nome deriverebbe dal luogo dove si cuoceva la calce, Calcereri. In effetti i resti di una calcara sono presenti nel bosco sotto la contrada). Su di una abitazione della contrada, una lapide ricorda la nascita nel 1840 del missionario Stanislao Paolo Carcereri, esploratore dell'Africa centrale.

Nella piazzetta, Largo Tranquillo Cunego, vi è un sacello del 1856 dedicato alla Madonna con Bambino, recante un cancelletto ed una croce in ferro, con un antistante patio in lastame e due cippi laterali. Sul fianco destro del sacello, addossato all'esterno vi è un cippo di confine in pietra con scolpite le lettere C e B: si tratta del confine tra Bosco Chiesanuova e Cerro.

Carcereri è infatti posta in un luogo strategico, importante punto di transito in passato. Ed in effetti sul lato a settentrione della piazza Cunego vi era in passato l'Osteria Alpina, oggi abitazione ristrutturata, la quale trovandosi nel mezzo del confine ha alcune stanze site nel comune di Bosco Chiesanuova ed altre nel comune di Cerro. Belle sono le antiche abitazioni addossate a schiera, a due o tre piani con spazi tra di loro occupati da fienili e stalle, oggi tutti ristrutturati.

Carbonara (534m)

Contrada CarbonaraIl toponimo fa riferimento al lavoro un tempo praticato in questi luoghi, cioè quello della produzione e del commercio del carbone di legna.

La contrada è formata da abitazioni a schiera, alcune ristrutturate. La più interessante è la prima casa ad Ovest che ha sulla facciata una bella nicchia con una statua di sant'Antonio che tiene il Bambino Gesù sopra un libro aperto; pregevoli anche alcuni fienili in pietra e l'arbio presso il lavatoio scavato a mano in un blocco monolitico di Rosso Ammonitico.

Cavazze (547m)

Contrada CavazzeAntica contrada composta di svariati edifici per la maggior parte esposti a sud. Da notare un bell'edificio con intonaco verde pallido, di probabile origine settecentesca, abbellito dai davanzali in pietra delle finestre e da un bel pendenèl, che richiama nella fattura quasi un palazzetto. Di fronte, un capitello sormontato da pietre conserva all'interno due statue di San Giuseppe con Bambino e Maria. Sulla facciata di una casa si trova il rilievo di una mano aperta con data A. 1785 A. I tetti della contrada risentono della vicinanza della collina, infatti i coppi si aggiungono all'uso della pietra. Nelle vicinanze della contrada si trova una delle numerose giassàre che si sono sviluppate nella zona tra l'800 e i primi del '900, che purtroppo oggi versa nell'abbandono più desolante.

Conche (590m)

Contrada ConcheQuesta si compone di una lunga schiera rivolta a Sud, formata da circa 7 abitazioni, la maggior parte delle quali adibite ora a seconde case. Quella che un tempo costituiva l'aia è stata svilita dall'asfalto che ha sostituito la pietra originaria; nella corte si nota una nicchia con Madonnina di recente fattura, di originario rimane soltanto il vecchio pollaio in pietra.

Conche è un toponimo che fa riferimento agli avvallamenti ed alle doline naturali.

Cuneghi

Questa contrada abitata da 2-3 famiglie è composta da due schiere rivolte a Sud/Sud-Ovest; solo il primo nucleo che incontriamo mantiene ancora caratteri originari tra cui alcuni bocaròi sulla facciata laterale.

Cuneghi è un toponimo che pare derivare dal soprannome cimbro Kùnek, nel significato di Re.

Due Cerri (490m)

I Due Cerri è una contradina in parte cadente ed in parte ristrutturata, il cui toponimo fa riferimento alla passata presenza di due piante di quercia-sughera (Quercus crenata), di cui non resta traccia.

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