La selce

La selce e la produzione di folènde

Già nel Paleolitico l'uomo frequentava la Lessinia per procurarsi la selce che affiorava in gran quantità nei dossi del Biancone.

La selce, si presenta sotto forma di noduli, arnioni e sottili strati lenticolari, e si rinviene in abbondanza nei calcari, particolarmente nel cosiddetto Biancone.

Conosciuta fin dagli albori della nostra civiltà, inizialmente fu usata dall'uomo oltre per fabbricare i più svariati utensili, anche per ottenere il fuoco: battendo con forza due selci tra di loro oppure percuotendo la selce contro pirite o contro acciarini temprati si generavano scintille che venivano poi sfruttate per accendere l'esca.

Tale sistema, pur perfezionato con l'invenzione dell'acciarino, rimase in uso fino ai decenni dell'Ottocento, quando fu messo a punto e commercializzato su larga scala il fiammifero.

Innesco arma da fuocoIl suo uso come pietra focaia nei meccanismi di accensione di armi da fuoco, in un periodo che va dal 1650 al 1850 circa, fu il motivo di una consistente produzione di selci che saranno esportate anche in Europa.

Le selci venivano raccolte dopo le arature nei campi della Lessinia ed ammucchiate. I Folendàri battevano il mucchio siliceo, con particolari martelli fino a ricavarne le pietre focaie, di forma quadrangolare, affilate nella parte anteriore (filo) e più grosse nella parte posteriore (tallone).

Cerro era considerato nel XIX sec. Il centro veronese più importante nella produzione di selce. Da Cerro i folendàri portavano in città, oppure ad Ala, nel Tirolo, le pietre focaie già pronte per essere utilizzate nell'industria che produceva armi.

In un congegno di sparo, la pietra focaia, posta tra le ganasce del cane, andando a battere sulla faccia della martellina, ne asportava minuscole particelle di metallo incandescenti. Queste, andando a loro volta a precipitare nello scodellino, accendevano la polvere che dava fuoco alla carica.

Dopo circa 10 colpi si doveva sostituire la pietra o rifarne il filo con un piccolo scalpello e un martello. Fino ai primi anni dell'Ottocento l'industria delle armi non poteva fare a meno della folenda e quindi i raccoglitori e i battitori di selce della zona di Cerro incrementavano le modeste entrate dell'attività agricola con la vendita della pietra focaia. Poi la ricerca venne abbandonata.

Nei primi del XX sec. e fino alla 2a Guerra Mondiale le selci vennero impiegate nella produzione di abrasivi e vi fu un certo commercio con le fabbriche che frantumavano la selce di Stallavena dove venivano portate con i carri del ghiaccio.

 
 

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ASSISTENZA SANITARIA DI BASE PER I TURISTI

L' ULSS 20 di Verona comunica gli orari della assistenza sanitaria di base per i turisti dal 1 luglio al 31 agosto:

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Mercoledì ore 8.30-10.30

Giovedì ore 8.30-11.00

Venerdì ore 8.30-11.00

 

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